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  Emilia De Biasi 

  Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato 

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  • Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato
  • Milano, Italia
  • e-mail : info@emiliadebiasi.it
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Lettera43

Per parlare di politica in generale, di sanità, di cultura e della condizione femminile. Un racconto a modo mio di cosa succede in Senato e dei miei incontri con gli elettori e i cittadini in tutta Italia.

Gioco d'azzardo

Di seguito potete leggere il mio intervento all'incontro tenutosi a Milano in cui insieme al sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta abbiamo affrontato il tema del Gioco D'azzardo.

Durante l'incontro abbiamo dialogato con i referenti delle associazioni No-Slot, dei Comuni (Sindaci e amministratori locali) e responsabili di societ distributrici di giochi con lo scopo di spiegare l'intento di alcune norme che si sta cercando di approvare, la necessit di avere una legislazione nazionale univoca e avviare un confronto costruttivo al fine di correggere eventuali punti di contrasto tra i vari mondi.

Tra i punti che voglio sottolineare, il nome corretto da dare al disturbo da dipendenza patologica da gioco, la necessit di evitare la formazione di quartieri "a luci rosse" e soprattutto la salvaguardia dei minorenni, prestando attenzione anche al web.

Buona lettura,

Emilia.



"Nella mia storia parlamentare la prima volta che vedo che in una legge delega fiscale si parla di salute pubblica e, a mio avviso, questo gi un passo avanti gigantesco. Devo, quindi, dare atto a Pier Paolo Baretta e alla sua sensibilit per aver fatto un grandissimo lavoro.

Noi veniamo da anni di grandi difficolt nellidentificazione dei servizi per le dipendenze. Veniamo da anni in cui il tema del gioco dazzardo stato confinato nellambito della demonizzazione da una parte e della riparazione dallaltra. la prima volta, quindi, che si comincia a vedere un contesto entro cui il tema viene affrontato e vorrei che valorizzassimo questo aspetto.

Per natura non sono una proibizionista ma sono molto sensibile a ci che ha accennato prima Baretta circa il rischio di formazione di quartieri a luci rosse. Lo segnalo perch quella, purtroppo, la linea verso cui si sta andando in pi ambiti, si guardi anche alla questione della prostituzione. Per cui un problema il fatto che le slot machines rischino di essere posizionate solo in alcune zone. Personalmente, abito in una zona semi-centrale e sono circondata da sale giochi, mentre nel centro di Milano non cos. Su questo, quindi, credo che qualche riflessione sia utile farla perch trovo sbagliato che il centro sia libero e magari zone pi periferiche o non strettamente centrali o il Comune accanto, invece, siano pieni di slot machines.

Lancio, quindi, un allarme perch credo che su questo tema occorra lavorare ancora.

Unaltra questione che voglio porre riguarda il fatto che bene non parlare pi di ludopatia ma di dipendenza patologica da gioco e non una questione puramente linguistica perch questo ha una conseguenza significativa anche sulla definizione dei percorsi terapeutici riabilitativi e di prevenzione. Nel momento in cui viene definita dipendenza entra nel novero mondiale delle dipendenze e, quindi, comporta anche lavere accesso a protocolli terapeutici che oggi sono riservati ad altri campi.

Lo sottolineo perch quando stata discussa la Legge di Stabilit in Parlamento, quei 50 milioni su cui si fatto uno sforzo importantissimo perch sono anche state lasciate fuori molte altre urgenze, ad un certo punto si posta la questione del software da sperimentare e tutto si arenato. A mio avviso c un tema che riguarda la responsabilit individuale delle persone, per cui avere una tessera in cui c come dato sensibile il fatto che un soggetto sia dipendente patologico da gioco - e quindi la schedatura dei soggetti fragili - gravissimo sul piano della identificazione sociale e della violazione della privacy e non certamente questo il modo per curare. Il modo per curare non pu essere additare, circoscrivere e isolare ma fare quei protocolli che vigono in tutta Europa e che si sostanziano in servizi territoriali chiari, accessibili, trasparenti e non con la logica del sorvegliare e punire, perch con la logica del sorvegliare e punire si valorizza solo lillegalit.

Ben venga ora il Fondo ma esiger che vi siano delle linee guida da parte del Ministero della Salute perch non possibile continuare a buttare soldi a pioggia. Visto e considerato che nel patto per la salute scritto in modo esplicito che ci deve essere un impegno sul gioco patologico, pretendo che vi siano delle linee guida chiare di applicazione e con la possibilit di verifica perch la difformit di intervento delle Regioni nel nostro Paese nel campo della salute molto elevata e pregiudica luguaglianza dei cittadini di fronte alla possibilit di cura. Servono, quindi, linee guida nazionali e, cio, i soldi che vengono stanziati deve essere chiaro dove devono andare e per cosa devono essere impiegati, altrimenti si finirebbe per fare un altro spreco.

Un altro punto che occorre affrontare riguarda i gestori.

A me capitato di andare in un bar vicino a casa e di vedere che nel buco-salettina dove erano confinate le slot machines cera il cartello con la scritta Il gioco vietato ai minori tutto strappato e, quando mi sono permessa di farlo notare, mi stato risposto: ma se i miei clienti lo strappano, non posso farci niente. Questa cosa deve finire.

Non si capisce la ragione per cui abbiamo una sorta di fiducia sul fatto che il gestore non dia gli alcoolici ai minori ma poi sul gioco dazzardo facciamo finta di niente. I gestori devono essere formati e anche sanzionati. Noi dobbiamo scindere lelemento industriale del gioco (che produce attivit e occupazione e che un settore industriale molto particolare del nostro Paese) dalle conseguenze che questa attivit industriale ha sulla vita delle persone, sullorganizzazione sociale e sul sistema complessivo.

Confcommercio e le organizzazioni di categoria, quindi, si devono fare parte attiva. Nessuno deve chiamarsi fuori quando si parla di prevenzione.

Un altro punto che voglio affrontare la questione della tessera del giocatore. Sugli aspetti pi legati alla sanit, alla prevenzione e alla cura ho presentato un disegno di legge in cui ho inserito la tessera del giocatore perch ritengo che sia molto importante autolimitarsi e, quindi, che ci sia un invito allautomoderazione. So che a livello nazionale c stata una discussione molto pesante sullipotesi della tessera del giocatore. A mio avviso, invece, pu essere un modo per dire ai soggetti che possono giocare fino ad un certo punto e oltre non si pu andare.

Sulla questione dei minori, invece, necessario rivedere tutta la normativa che riguarda il rapporto con i media perch allinterno delle leggi c scritto che ci sono i parental control (filtri famiglia) e le fasce di ascolto ma se si guarda la televisione sui canali in chiaro a qualunque ora del giorno, comprese le fasce protette, vi sono film con il bollino rosso e nessuno dice nulla. Se si decide, quindi, un intervento per la tutela dei minori, questo deve essere inflessibile e gli sgarri devono poi essere sanzionati.

Rispetto anche al tema della rete, una riflessione in pi necessaria. Non possibile che lon-line sia cos variegato, accessibile e invitante. Ci sono giochi con immagini a cartoni animati ma poi sono allusivi.

Il tema dellon-line e delle libert con i minori fortissimo. LEuropa ci invita ma non fornisce soluzioni: dobbiamo trovarle noi insieme ai produttori. Con questo decreto, finalmente, il Governo ha messo attorno allo stesso tavolo diversi soggetti e deve funzionare cos perch non escludendoci a vicenda che possiamo risolvere le questioni. ovvio che ci saranno delle mediazioni da fare ma c anche molta disponibilit da parte del Governo.

Non fermiamoci solo alle slot machines perch il mondo del gioco molto pi ampio. Le slot machines sono una parte rilevante e, soprattutto, sono ci che si vede e, quindi, ci che ci d maggiore fastidio. Stiamo, quindi, attenti a non occuparci solo di una parte tralasciando tutto il resto.

In particolare, anche pensando ai minori, occorre occuparsi del tema della pubblicit.  In alcuni Paesi completamente vietata, quindi, possibile farlo anche in Italia. Non risolviamo il problema per evitare di fare pubblicit in alcune fasce importante. Poi, dobbiamo comunque sapere che ormai i ragazzini vanno pi sulla rete che a guardare la tv. Davanti alla tv ci sono le persone anziane e, quindi, mettere paletti alla tv serve a tutelare queste. Se ci occupiamo di televisione, dunque, ci occupiamo di una fascia che in prevalenza non costituita da minori. I minori smanettano sulla rete in modo molto disinvolto e, quindi, torna il tema della regolamentazione del web. A mio avviso, lapprofondimento vero va fatto sulla rete perch su questo giochiamo molto del futuro.

Sulla televisione in chiaro le scelte legislative sulla protezione oggi non funzionano e non vengono neanche sanzionate.

Oggi servono politiche di prevenzione del gioco patologico e come farle non chiaro ancora a nessuno, mentre si stanno gi avviando i protocolli di cura, terapia e riabilitazione.

Oltretutto non mi piace che si continui a dire che c la dipendenza patologica perch ci sono i fattori di crisi, perch detto cos una mistificazione. II problema della crisi c come in qualunque processo di dipendenza. Nel gioco c anche il sogno, la sfida con se stesso e ci sono molte peculiarit, tanto che nella riabilitazione lelemento della vergogna di avvicinarsi ad un servizio uno dei punti fondamentali. In altre patologie non cos. Ci sono dei protocolli di cura on-line che funzionano esattamente per questo, perch c uninterattivit che non comporta il rendersi pubblico al contesto sociale. Non banalizziamo, quindi: il problema non solo che c la crisi economica e la colpa della societ. Andiamo a guardare pi in profondit e cominciamo a sperimentare seriamente cosa significa politiche di prevenzione."

 

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