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  Emilia De Biasi 

  Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato 

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  • Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato
  • Milano, Italia
  • e-mail : info@emiliadebiasi.it
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Lettera43

Per parlare di politica in generale, di sanità, di cultura e della condizione femminile. Un racconto a modo mio di cosa succede in Senato e dei miei incontri con gli elettori e i cittadini in tutta Italia.

i farmaci per lEpatite C

Di seguito potete leggere il mio intervento in Senato in discussione della mozione 1-00781, presentata a prima firma, riguardante i farmaci per lEpatite C.

I dati sono stati illustrati dalle precedenti mozioni, quindi non mi diffondo su questo. Vorrei partire da alcuni elementi positivi. Presto o tardi, comunque l'AIFA ha finalmente definito i criteri di trattamento per la terapia dell'epatite C cronica. Il lavoro stato svolto in collaborazione con il Ministero della salute, le societ scientifiche e le associazioni dei pazienti; vorrei sottolineare questa forma di alleanza terapeutica, che una delle strade per il futuro.
stato definito l'obiettivo di favorire l'accesso alle nuove terapie a tutti i pazienti affetti da epatite C cronica, allargando quindi la platea, con l'intenzione di eradicare la malattia nell'arco di pochi anni.
chiaro che solo l'inizio: il lavoro deve essere ancora sviluppato e, proprio per questo, credo vi siano alcuni elementi da definire. In particolare, riferendomi agli obiettivi indicati dalla mozione, occorre innanzitutto sapere che, trattandosi di farmaci innovativi, si pone ovviamente un problema di sostenibilit; sappiamo anche bene che, per quanti finanziamenti possiamo dare, se non si stila un vero piano di prevenzione dall'HCV i soldi non basteranno mai. evidente, infatti, che una malattia non viene debellata se la curiamo solo fino a un certo punto: bisogna che vi sia un contesto, che consenta la riduzione di persone malate. Questo si pu fare solo con un piano nazionale di contrasto all'infezione, con le misure di prevenzione, diagnosi e cura dell'epatite C, nonch definendo modalit e tempi di eradicazione dell'infezione stessa dalla popolazione.
Il secondo punto riguarda il comma 570 dell'articolo 1, presentato da noi in Senato e votato nella legge di stabilit 2016, che chiedeva allo Stato e alle Regioni di definire - e stiamo ancora aspettando che vi sia un'esplicitazione - in modo trasparente le modalit di programmazione, monitoraggio e valutazione degli esiti. chiaro, infatti, che si tratta di medicinali di ultima generazione, dei quali devono essere valutati anche gli esiti.
Ci non riguarda solo l'epatite C, ma, in generale, valido anche per gli altri farmaci innovativi; sappiamo, infatti, che il fondo che abbiamo istituto con la citata legge di stabilit non si riferisce solo ai farmaci contro l'epatite C, ma a tutti i farmaci innovativi; abbiamo quindi il problema di stabilire un criterio oggettivo per avere un riscontro che sia economico e, al contempo, qualitativo. Di questo non abbiamo ancora notizia, quindi chiediamo che il Governo si attivi per verificare se effettivamente stato dato corso al citato comma 570, dandone comunicazione al Parlamento.
In terzo luogo, abbiamo bisogno di portare a termine rapidamente la riforma della governance del settore farmaceutico perch i farmaci innovativi non si fermano solo all'epatite C: ci sono anche gli oncologici innovativi.
Sebbene AIFA abbia finalmente definito la differenza tra innovativo e nuovo - perch sono due cose evidentemente differenti - la governance del farmaco per richiede un lavoro per la sostenibilit e l'universalismo del Servizio sanitario nazionale, che riguarda il servizio sanitario, i cittadini e - mi permetto di dire - anche le imprese farmaceutiche. Non possiamo pensare, infatti, che l'epatite C sia un caso di scuola. Se fosse cos, bisognerebbe studiarlo per non commettere gli stessi errori del passato.
In quarto luogo si impegna il Governo a definire in chiave europea il prezzo del farmaco. Il problema vero che questi farmaci provengono da colossi americani, la trattativa di tipo nazionale e non pensabile che ciascuna Nazione si possa occupare di farmaci che hanno costi altissimi. Oltre a questo, ce ne sono altri, che sono gi arrivati, che costano 100.000 euro. Non pensabile che ciascuno Stato possa trattare singolarmente.
Interverr brevemente su altre tre questioni. Mi riferisco alla valutazione, in alternativa alla negoziazione di AIFA, della messa a gara di farmaci equivalenti nelle Regioni e dell'utilit dell'adozione della licenza obbligatoria. Infine, per quanto riguarda la circolare di cui si parlato prima, che riguarda la possibilit di acquistare all'estero il farmaco, vorrei essere molto chiara. Il Governo deve chiarire quella circolare perch fa riferimento a un decreto ministeriale del 1997, che ovviamente datato perch non c'erano ancora i farmaci innovativi. Non chiaro se paga il singolo paziente o se paga il Servizio sanitario nazionale. Capisce che c' una certa differenza anche di sostenibilit. Sappiamo che quei farmaci, cui hanno fatto riferimento i miei colleghi, non sono stati validati da EMA. Non conosciamo, quindi, il livello di sicurezza secondi i criteri europei. C' anche un problema di responsabilit, che eventualmente si prende il Servizio sanitario nazionale.
Penso che l'accessibilit debba essere data a tutti e che si debba allargare la platea, ma che si debba stare molto attenti a mettere in sicurezza le cure non solo per il Servizio sanitario, ma soprattutto per i cittadini.

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