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  Emilia De Biasi 

  Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato 

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  • Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato
  • Milano, Italia
  • e-mail : info@emiliadebiasi.it
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Lettera43

Per parlare di politica in generale, di sanità, di cultura e della condizione femminile. Un racconto a modo mio di cosa succede in Senato e dei miei incontri con gli elettori e i cittadini in tutta Italia.

DDL Responsabilit, una riforma di sistema, una riforma straordinaria

Ce labbiamo fatta! straordinario, una legge importantissima. Oggi l'aula di palazzo Madama ha approvato il Ddl sulla responsabilit in campo sanitario.  L'auspicio chiaramente quello che la Camera approvi definitivamente e in tempi brevi la legge. Si tratta di un provvedimento che segna un punto di equilibrio tra i diritti dei cittadini che devono avere la certezza della qualit delle cure e i diritti dei medici e del personale sanitario e fonda una nuova cultura della sicurezza delle cure. Accanto alla Riforma degli ordini, questo provvedimento un contributo importante per il lavoro e il futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale e conferma l'Italia ai livelli migliori della sanit europea. Insomma, nel ringraziare Amedeo Bianco e tutti i componenti della Commissione Sanit mi preme dire che non si tratta di una riforma di manutenzione ma di Sistema del Servizio Sanitario Nazionale.
 
Di seguito potete leggere il testo della mia dichiarazione di voto.

Signora Presidente, quando iniziata questa legislatura uno dei primi provvedimenti, forse il primo che abbiamo cominciato ad esaminare, stato proprio quello sulla responsabilit professionale, allora chiamata rischio clinico o responsabilit del medico. passato un certo numero di anni ed arriviamo oggi ad un'approvazione che io trovo straordinaria.
Capisco che non sempre siamo stati chiari con i colleghi, e me ne scuso, ma il tema davvero molto tecnico ed ha coinvolto in larga parte non solo il lavoro del Ministero della salute, ma anche di quello della giustizia. Voglio pertanto ringraziare i colleghi della Commissione giustizia anche per la pazienza che hanno avuto, perch lavorare insieme un metodo che non sempre si adotta, ma quando questo avviene si arriva a risultati davvero molto positivi.
Si tratta di un provvedimento che definisco di sistema, e vorrei dire a chi segnala che questo sia un provvedimento che non risponde ai problemi della sanit, che non vero, perch questo un provvedimento che si colloca al centro non di una manutenzione del sistema sanitario, ma di una vera e propria strategia di riforma. Questo provvedimento, accanto a quello sul riconoscimento delle professioni sanitarie e sulla riforma degli ordini, che - voglio ricordare - il Senato ha licenziato e che ora alla Camera e mi auguro che lo approvi rapidamente, sono due capisaldi, anche perch in Italia mancavano completamente leggi in materia.
Noi parliamo dell'Europa, di medicina transfrontaliera, della possibilit di cura in tutta Europa, di qualit europea dei servizi sanitari, ma l'Italia era indietro: l'Italia non era in Europa e non vi ancora finch non saranno approvate queste leggi che sono norma comune in larghissima parte dei Paesi dell'Unione europea.
stato detto molto sul merito del provvedimento.
Mi permetto per di dire anche, signora Presidente, che non vero - sono pronta a certificarlo e gli interventi dei colleghi lo hanno dimostrato - quanto stato affermato in quest'Aula e cio che, in realt, il provvedimento ha subito un rallentamento nei lavori dell'Aula per problemi politici sul provvedimento medesimo. Non cos; lo dimostra il clima che c' stato in Commissione, un clima ampiamente positivo, e il clima altrettanto positivo che c' stato in quest'Aula. Attribuisco piuttosto l'andamento a corrente alternata dei lavori dell'Aula a problemi di carattere organizzativo, ma non ascrivibile - ci tengo a dirlo, anche per l'onore del lavoro dei commissari - a problemi politici sul merito del provvedimento.

Vengo ad alcune considerazioni molto brevi: partiamo innanzitutto dal riconoscimento che giunto da parte delle associazioni dei pazienti del miglioramento del disegno di legge nel lavoro che abbiamo svolto al Senato. molto importante perch segnala la dignit del cittadino accanto alla dignit del professionista della sanit. Credo che questo sia un riconoscimento importante per il valore del Servizio sanitario nazionale, perch si parlato di alleanza tra medico e paziente. Dico di pi: con questo provvedimento passiamo da un approccio individuale al problema della responsabilit a un approccio partecipativo e a un coinvolgimento pi attivo del paziente. La possibilit di richiedere la cartella clinica certamente una sfida per un intero sistema, perch il sistema dovr predisporre tutta l'innovazione tecnologica, con il fascicolo sanitario elettronico, necessaria a consentire la velocizzazione di un diritto.
Infatti, il secondo punto importante di questo disegno di legge l'equilibrio che siamo riusciti a trovare, pur nella sua imperfezione (com' ovvio, nessuna legge perfetta), tra il diritto del cittadino e il diritto del personale sanitario nel suo complesso, a partire dal mondo medico. Le norme servono a rendere dinamico un sistema. A chi dice che, in realt, un provvedimento insufficiente dico invece che un provvedimento che mette le basi perch si possa lavorare in modo diverso e organizzare il sistema in maniera diversa, a cominciare dalla norma che pone l'assicurazione a carico della struttura, tema importantissimo che richiede un rapporto, anche con il mondo assicurativo, davvero differente rispetto al passato. Ma di questo abbiamo gi ampiamente trattato.
Il terzo punto di grande rilievo quello che riguarda la ricerca e la presa in carico da parte dell'Istituto superiore di sanit dell'accreditamento delle linee guida. Badate che un punto non irrilevante, perch finalmente c' un ente di riferimento certo e controllato dal Ministero della salute per tutto ci che riguarda la ricerca e l'evoluzione della ricerca clinica e una maggiore sicurezza, quindi, con una validazione ufficiale delle scelte che vengono compiute quotidianamente nei confronti della persona che ha bisogno di assistenza.
Si tratta di un tema che ha davvero al centro la dignit del cittadino che certamente ha bisogno della certezza della cura, della certezza della qualit della cura e anche della certezza del diritto nel caso dell'evento avverso.
Non vorrei mai pi vedere le pubblicit che abbiamo visto in televisione, con quel microfono che diceva in modo cos volgare: Hai un problema sanitario? Ti hanno fatto del male? Rivolgiti a noi. Noi sappiamo che le cause nel campo della sanit per il 98 per cento finiscono in nulla e che solo il 2 per cento di queste centra l'obiettivo. Quello che per non si pu tollerare l'utilizzo del dolore e della malattia per fini di carattere commerciale. Questo riguarder anche le assicurazioni, certamente riguarda anche le assicurazioni: il versante professionale in questi anni ha vissuto momenti drammatici. Siamo arrivati ad un punto in cui per un giovane medico pagare 10.000 o 11.000 euro di assicurazione annua significava di fatto non poter lavorare.
E ancora, sempre nel campo delle assicurazioni, c' stata una fase in cui nessuna societ voleva pi assicurare perch non c'era pi credibilit. Con questo disegno di legge questa credibilit ritorna, perch si pongono le premesse non soltanto di una solvibilit, ma anche della necessit di regole chiare e trasparenti che non sfruttino per motivi di mercato la dignit professionale n la dignit del cittadino.
Ringraziando anche per la pazienza che c' stata rispetto alla complessit del tema, vorrei concludere con un'affermazione che a mio avviso segnala un'idea di riformismo nuovo, di riformismo vero, circa la possibilit di non cercare sempre la testimonianza, di non cercare di andare sempre a fare pi uno, ma di accontentarsi di una imperfezione che per pu portare enormi vantaggi nel futuro e gi da oggi nel presente.
Quando si interrotto, prima della pausa natalizia, l'esame del provvedimento, sono arrivate al "Quotidiano Sanit" pi di 5.000 firme di operatori del mondo sanitario che hanno chiesto con forza e con preoccupazione che l'esame del provvedimento venisse portato a termine. Io rispondo che ce l'abbiamo fatta, e non rispondo solo a quelle 5.000 persone, ma a tutti gli italiani ed alle italiane, alle persone che vivono sul nostro territorio che oggi c' una possibilit in pi per il diritto alla cura, per quella cultura della sicurezza che a tutto tondo e che pervade e deve continuare ad essere presente nel lavoro quotidiano del Servizio sanitario nazionale, una delle forme di quell'universalismo del Servizio sanitario nazionale che noi vogliamo preservare come un valore.
Concludo ricordando il grande Zygmunt Bauman, che diceva in un bellissimo libro intitolato Senso di comunit: Il meglio nemico del bene, ma la perfezione un nemico mortale per entrambi. Sappiamo che siamo imperfetti, ma sappiamo che oggi abbiamo scritto una piccola pagina per il diritto alla salute."
 
 

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